Bonus casa: agevolazioni 2020

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L’ultima legge di bilancio mantiene tutti i “bonus casa” già in atto nel 2019 e ne introduce uno nuovo: il “Bonus Facciate”.

BONUS RISTRUTTURAZIONI: detrazione del 50% delle spese sostenute per i lavori, fino a 96.000 euro;

BONUS MOBILI fino a 10.000 euro – È collegato al bonus precedente, nel senso che si può avere il secondo se si sono fatti lavori di ristrutturazione;

ECOBONUS – Resta anche il bonus per i lavori di efficientamento energetico. Detrazione del 65% e 50% a seconda del tipo di lavori. Ad esempio godono dell’aliquota al 50% i lavori relativi a infissi e schermature solari e il cambio della caldaia esistente con una caldaia a condensazione;

SISMA BONUS fino a 85% – Il bonus riguarda i lavori di messa in sicurezza dell’immobile e può arrivare fino a 85% di detrazione;

BONUS GIARDINI 36% fino a 5.000 euro – Il bonus è previsto per lavori di sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi, realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili;

Come funziona il Bonus facciate 2020
Così come il bonus ristrutturazioni o l’ecobonus, il Bonus facciate 2020 è una forma di incentivazione fiscale per il rifacimento delle facciate di abitazioni e altri immobili nel territorio italiano. Chi deciderà di ristrutturare la facciata del proprio immobile potrà godere di agevolazioni fiscali pari al 90% delle spese sostenute per i lavori. L’incentivo, come nelle altre misure già citate, dovrà essere suddiviso in 10 rate annuali di pari importo da utilizzare in fase di dichiarazione dei redditi.

Chi può usufruire del Bonus facciate 2020
Il Bonus facciate 2020 può essere richiesto da quasi tutti i proprietari di immobili che decideranno di intervenire sui prospetti dell’abitazione. Potranno però portare in detrazione le spese di ristrutturazione solo i proprietari di immobili che rientrano nelle “Zona A” (centri storici) e “Zona B” (aree totalmente o parzialmente edificate). Vengono esclusi, dunque, i proprietari di immobili situati nella “Zona C”, ossia nelle aree cosiddette di espansione urbanistica.

Spese escluse dal Bonus facciate 2020
Sono inclusi solamente i costi sostenuti per le «strutture opache della facciata, su balconi o su ornamenti e fregi», inclusi quelli di tinteggiatura o sola pulizia della facciata. Non potranno essere inserite nel totale, invece, le spese relative a cavi, pluviali e impianti di ogni tipo. Insomma, tutto quello che è “sotto” la facciata.

“Bonus Facciate”…detrazione del 90%

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Tra le misure della manovra 2020 varata dal Consiglio dei ministri è prevista una nuova detrazione fiscale del 90% delle spese sostenute per la ristrutturazione delle facciate esterne delle case private o dei condomini, sia in centro storico che nella periferia, nelle grandi città e nei piccoli comuni.

Il bonus ha lo scopo di incentivare i lavori di riqualificazione dei prospetti e quindi di migliorare il decoro dei centri abitati.

Attendiamo maggiori dettagli e la pubblicazione della guida dell’Agenzia delle Entrate che spiegherà nel dettaglio i requisiti per poter usufruire della detrazione (modalità di pagamento, limite di spesa agevolabile, ecc.).

Inoltre, la manovra 2020 prevede la proroga per le detrazioni fiscali (da suddividere in 10 quote annuali) per gli interventi di:

  • ristrutturazione edilizia al 50%, utilizzabile fino al 31 dicembre 2020;
  • bonus energetico al 50% o 65% per l’installazione di pannelli solari, di impianti dotati di caldaie a condensazione almeno in classe A con sistemi di termoregolazione evoluti, di micro-cogeneratori, di dispositivi per il controllo da remoto degli impianti;
  • acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica elevata finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione;
  • verde di balconi, terrazzi e giardini.

 

geom. Cafarella Lorenzo

Corso per “Lavori in Quota”

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Ho avuto l’onore di organizzare a Lipari il corso di formazione e addestramento per i “lavori in quota e per l’utilizzo dei DPI di 3° categoria. 

Gli obiettivi dell’incontro sono stati quelli di sensibilizzare i partecipanti alla necessità di preoccuparsi della propria sicurezza e di quella dei colleghi, analizzare i rischi di caduta nei lavori lontani dal suolo, far conoscere ai partecipanti i dispositivi di sicurezza individuali e collettivi nonché il loro corretto utilizzo.

Il corso è stato tenuto dall’ingegnere Enrico Princiotta, docente qualificato dell’Ente Scuola Edile di Messina.

ARGOMENTI TRATTATI

Parte teorica:

  • Analisi del rischio / Studio dell’installazione / Scelta dei DPI / Formazione
  • Norme e leggi: doveri del datore di lavoro e del lavoratore in merito ai DPI
  • Differenze tra salto e caduta
  • Evitare la caduta con l’utilizzo dei DPI
  • I Dispositivi di Protezione Individuale
  • Gli ancoraggi
  • Elementi di collegamento: Anticaduta a cavo, a rotaia, a corda
  • Imbracature: da lavoro e di sicurezza
  • Connettori, cordini, imbracatura.

Parte pratica:

  • Prove Imbracatura , regolazioni, vestizione
  • Verifica dei DPI e loro uso specifico in funzione dei modelli
  • Ancoraggi sulla struttura: verticale, orizzontale, obliqua utilizzando ancoraggi
  • Utilizzo del cordino doppio
  • Utilizzo sistemi di posizionamento
  • Utilizzo anticaduta su supporto flessibile
  • Utilizzo arrotolatore a nastro
  • Utilizzo ancoraggi temporanei in cat. B (fettucce d’ancoraggio)

Il corso, della durata di 8 ore, si è concluso con un test di apprendimento finale.

Comunicazione A.S.P. per detrazioni fiscali.

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Per usufruire del bonus ristrutturazioni che prevede una detrazione Irpef del 50% per un tetto massimo di spesa di 96mila, prima dell’inizio dei lavori di ristrutturazione, deve essere inviata all’Azienda Sanitaria Provinciale competente per il territorio una comunicazione (con raccomandata A.R. o altre modalità stabilite dalla Regione) con le seguenti informazioni:

CONTENUTO DELLA NOTIFICA PRELIMINARE di cui all’articolo 99 del D.Lgs 81/2008 
1. Data della comunicazione.
2. Indirizzo del cantiere.
3. Committente (i) (nome (i), cognome (i), codice fiscale e indirizzo (i)).
4. Natura dell’opera.
5. Responsabile (i) dei lavori (nome (i), cognome (i), codice fiscale e indirizzo (i)).
6. Coordinatore (i) per quanto riguarda la sicurezza e la salute durante la progettazione dell’opera (nome (i),
cognome (i), codice fiscale e indirizzo (i)).
7. Coordinatore (i) per quanto riguarda la sicurezza e la salute durante la realizzazione dell’opera (nome (i),
cognome (i), codice fiscale e indirizzo (i)).
8. Data presunta d’inizio dei lavori in cantiere.
9. Durata presunta dei lavori in cantiere.
10. Numero massimo presunto dei lavoratori sul cantiere.
11. Numero previsto di imprese e di lavoratori autonomi sul cantiere.
12. Identificazione, codice fiscale o partita IVA, delle imprese già selezionate.
13. Ammontare complessivo presunto dei lavori (€).

La Notifica Preliminare non è necessaria nel caso in cui il decreto legislativo 81/2008 (Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro) relativo alle condizioni di sicurezza sui cantieri non prevede l’obbligo della comunicazione alla competente A.S.P., ad esempio per lavori che non superano l’entità di 200 uomini/giorno e comunque in presenza di un’unica impresa in cantiere.

In presenza di almeno due imprese, anche non contemporanea, è sempre necessario l’invio della notifica preliminare.

L’agevolazione prima casa è compatibile con la nuda proprietà

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29/08/2018 – Le agevolazioni prima casa valgono anche per l’acquisto di un’abitazione situata nello stesso Comune in cui già si possiede la nuda proprietà di un’altra abitazione.

A chiarirlo l’Agenzia delle Entrate tramite la posta di FiscoOggi.

Benefici prima casa e nuda proprietà

L’Agenzia ha spiegato che è possibile usufruire dell’agevolazione prevista per l’acquisto della prima casa in quanto il nudo proprietario non ha il possesso dell’immobile, che spetta, invece, all’usufruttuario.

Tuttavia, le Entrate specificano che i benefici spettano solo se la nuda proprietà non sia stata acquistata usufruendo delle agevolazioni“prima casa”.

I benefici spettano anche quando l’acquirente ricongiunge la piena proprietà (usufruttuario che acquista la nuda proprietà o viceversa).

Agevolazione acquisto prima casa: cos’è

Ricordiamo che l’agevolazione per l’acquisto della “prima casa” consente di pagare imposte ridotte sull’atto di acquisto di un’abitazione in presenza di determinate condizioni.

Chi acquista da un privato (o da un’azienda che vende in esenzione Iva) deve versare un’imposta di registro del 2%, anziché del 9%, sul valore catastale dell’immobile, mentre le imposte ipotecaria e catastale si versano ognuna nella misura fissa di 50 euro.

Se invece il venditore è un’impresa con vendita soggetta a Iva, l’acquirente dovrà versare l’imposta sul valore aggiunto, calcolata sul prezzo della cessione, pari al 4% anziché al 10%. In questo caso le imposte di registro, catastale e ipotecaria si pagano nella misura fissa di 200 euro ciascuna.

Fonte: www.edilportale.com