Per le aziende un rimborso delle spese sostenute per l’acquisto di DPI

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Cos’è
Impresa SIcura è l’intervento previsto dal decreto Cura Italia (DL 18/2020, articolo 43, comma 1) che punta a sostenere la continuità, in sicurezza, dei processi produttivi delle imprese, di qualunque dimensione e operanti su tutto il territorio nazionale.

Il bando di Invitalia consente alle aziende di ottenere il rimborso delle spese sostenute per l’acquisto di dispositivi ed altri strumenti di protezione individuale (DPI) finalizzati al contenimento e al contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19.

Il rimborso è concesso fino al 100% delle spese ammissibili e fino ad esaurimento della dotazione finanziaria disponibile.

Importo massimo rimborsabile: 500 euro per ciascun addetto dell’impresa – a cui sono destinati i DPI – e fino a un massimo di 150mila euro per impresa.
Importo minimo rimborsabile: non inferiore a 500 euro.
Le risorse disponibili sono 50 milioni di euro.

Chi può partecipare
Impresa SIcura si rivolge a tutte le imprese, indipendentemente dalla dimensione, dalla forma giuridica e dal settore economico in cui operano che, alla data di presentazione della domanda di rimborso, siano:

regolarmente costituite e iscritte come “attive” nel Registro delle imprese
con sede principale o secondaria sul territorio nazionale
nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non in liquidazione volontaria e non sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatoria.

Cosa finanzia
Con Impresa Sicura è possibile richiedere il rimborso delle spese per l’acquisto di dispositivi ed altri strumenti di protezione individuale, sostenute tra il 17 marzo 2020 e la data di invio della domanda di rimborso.

Impresa Sicura rimborsa l’acquisto di:

mascherine filtranti, chirurgiche, FFP1, FFP2 e FFP3;
guanti in lattice, in vinile e in nitrile;
dispositivi per protezione oculare;
indumenti di protezione quali tute e/o camici;
calzari e/o sovrascarpe;
cuffie e/o copricapi;
dispositivi per la rilevazione della temperatura corporea;
detergenti e soluzioni disinfettanti/antisettici

Come funziona
Impresa SIcura si svolge in 3 fasi:

1 – Prenotazione del rimborso
Le imprese interessate possono inviare la prenotazione del rimborso dall’11 al 18 maggio 2020, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle ore 18.00, attraverso uno sportello informatico dedicato.

2- Pubblicazione dell’elenco delle prenotazioni
Invitalia pubblicherà l’elenco di tutte le imprese che hanno inoltrato la prenotazione, in odine cronologico.

Nell’elenco saranno comunicate:

le prenotazioni ammesse a presentare domanda di rimborso
le prenotazioni risultate non ammissibili.

3 – Presentazione della domanda di rimborso
Le imprese ammesse, potranno compilare la domanda di rimborso dalle ore 10.00 del 26 maggio 2020 alle ore 17.00 dell’11 giugno 2020 attraverso la procedura informatica che sarà attivata sul sito web dell’Agenzia.

Erogazione rimborsi
Le attività per l’erogazione dei rimborsi saranno avviate subito dopo la conclusione della fase di compilazione. Si procederà con i versamenti entro il mese di giugno 2020.

Fonte INVITALIA

Fonte immagine freepik

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Bonus Facciate – detrazioni 2020 (aggiornamento definitivo)

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In cosa consiste

L’agevolazione fiscale consiste in una detrazione dall’imposta lorda (Irpef o Ires) ed è concessa quando si eseguono interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti, anche strumentali. Sono inclusi anche gli interventi di sola pulitura o tinteggiatura esterna.
Gli edifici devono trovarsi nelle zone A e B, come individuate dal decreto ministeriale n. 1444/1968, o in quelle a queste assimilabili in base alla normativa regionale e ai regolamenti edilizi comunali.
La detrazione è riconosciuta nella misura del 90% delle spese documentate, sostenute nell’anno 2020 o, per i soggetti con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare, nel periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2020.
La detrazione va ripartita in 10 quote annuali costanti e di pari importo nell’anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi.
A differenza di altre agevolazioni per interventi realizzati sugli immobili, per il “bonus facciate” non sono previsti limiti massimi di spesa né un limite massimo di detrazione.

A chi spetta

Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti residenti e non residenti, anche se titolari di reddito d’impresa, che sostengono le spese per l’esecuzione degli interventi agevolati e che possiedono a qualsiasi titolo l’immobile oggetto di intervento.
In particolare, sono ammessi all’agevolazione:
– le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni;
– gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale;
– le società semplici;
– le associazioni tra professionisti;
– i contribuenti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali).
La detrazione non può essere utilizzata da chi possiede esclusivamente redditi assoggettati a tassazione separata o a imposta sostitutiva.
Per usufruire dell’agevolazione, i beneficiari devono possedere o detenere l’immobile oggetto dell’intervento in base a un titolo idoneo, al momento di avvio dei lavori o al momento del sostenimento delle spese, se antecedente il predetto avvio. La data di inizio dei lavori deve risultare dai titoli abilitativi, se previsti, o da una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.
In particolare, i contribuenti interessati devono:
– possedere l’immobile in qualità di proprietario, nudo proprietario o titolare di altro diritto reale di godimento sull’immobile (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
– detenere l’immobile in base a un contratto di locazione, anche finanziaria, o di comodato, regolarmente registrato, ed essere in possesso del consenso all’esecuzione dei lavori da parte del proprietario.


Gli interventi agevolabili

Sono ammessi al beneficio gli interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna.
In particolare, la detrazione spetta per gli interventi:

– di sola pulitura o tinteggiatura esterna sulle strutture opache della facciata;
– su balconi, ornamenti o fregi, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura;
– sulle strutture opache della facciata influenti dal punto di vista termico o che interessino oltre il 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio.


L’agevolazione riguarda, in pratica, tutti i lavori effettuati sull’involucro esterno visibile dell’edificio, cioè sia sulla parte anteriore, frontale e principale dell’edificio, sia sugli altri lati dello stabile (intero perimetro esterno).


Il bonus non spetta, invece, per gli interventi effettuati sulle facciate interne dell’edificio, se non visibili dalla strada o da suolo ad uso pubblico.
Rientrano nel bonus facciate anche gli interventi di risparmio energetico e le spese a loro connesse. Tra queste viene compreso anche il cosiddetto cappotto, ovvero l’intonaco termico. In questo caso, però, devono essere rispettati i requisiti indicati dal decreto del ministero dello Sviluppo economico del 2015 e i valori limite della trasmittanza termica delle strutture. Per questi lavori è necessario seguire le stesse procedure dell’Ecobonus, con l’invio della comunicazione all’Enea entro 90 giorni dal termine dell’intervento.

Pagamenti

Per avere la detrazione del 90% occorre effettuare il pagamento mediante bonifico
bancario o postale (anche “on line”) dal quale risulti:
– la causale del versamento;
– il codice fiscale del beneficiario della detrazione;
– il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale è effettuato il bonifico (ditta o professionista che ha effettuato i lavori).

Per maggiori informazioni e dettagli contattami al numero + 39 339.2082489 oppure all’indirizzo email: info@studiocafarella.com
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Bonus casa: agevolazioni 2020

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L’ultima legge di bilancio mantiene tutti i “bonus casa” già in atto nel 2019 e ne introduce uno nuovo: il “Bonus Facciate”.

BONUS RISTRUTTURAZIONI: detrazione del 50% delle spese sostenute per i lavori, fino a 96.000 euro;

BONUS MOBILI fino a 10.000 euro – È collegato al bonus precedente, nel senso che si può avere il secondo se si sono fatti lavori di ristrutturazione;

ECOBONUS – Resta anche il bonus per i lavori di efficientamento energetico. Detrazione del 65% e 50% a seconda del tipo di lavori. Ad esempio godono dell’aliquota al 50% i lavori relativi a infissi e schermature solari e il cambio della caldaia esistente con una caldaia a condensazione;

SISMA BONUS fino a 85% – Il bonus riguarda i lavori di messa in sicurezza dell’immobile e può arrivare fino a 85% di detrazione;

BONUS GIARDINI 36% fino a 5.000 euro – Il bonus è previsto per lavori di sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi, realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili;

Come funziona il Bonus facciate 2020
Così come il bonus ristrutturazioni o l’ecobonus, il Bonus facciate 2020 è una forma di incentivazione fiscale per il rifacimento delle facciate di abitazioni e altri immobili nel territorio italiano. Chi deciderà di ristrutturare la facciata del proprio immobile potrà godere di agevolazioni fiscali pari al 90% delle spese sostenute per i lavori. L’incentivo, come nelle altre misure già citate, dovrà essere suddiviso in 10 rate annuali di pari importo da utilizzare in fase di dichiarazione dei redditi.

Chi può usufruire del Bonus facciate 2020
Il Bonus facciate 2020 può essere richiesto da quasi tutti i proprietari di immobili che decideranno di intervenire sui prospetti dell’abitazione. Potranno però portare in detrazione le spese di ristrutturazione solo i proprietari di immobili che rientrano nelle “Zona A” (centri storici) e “Zona B” (aree totalmente o parzialmente edificate). Vengono esclusi, dunque, i proprietari di immobili situati nella “Zona C”, ossia nelle aree cosiddette di espansione urbanistica.

Spese escluse dal Bonus facciate 2020
Sono inclusi solamente i costi sostenuti per le «strutture opache della facciata, su balconi o su ornamenti e fregi», inclusi quelli di tinteggiatura o sola pulizia della facciata. Non potranno essere inserite nel totale, invece, le spese relative a cavi, pluviali e impianti di ogni tipo. Insomma, tutto quello che è “sotto” la facciata.

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“Bonus Facciate”…detrazione del 90%

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Tra le misure della manovra 2020 varata dal Consiglio dei ministri è prevista una nuova detrazione fiscale del 90% delle spese sostenute per la ristrutturazione delle facciate esterne delle case private o dei condomini, sia in centro storico che nella periferia, nelle grandi città e nei piccoli comuni.

Il bonus ha lo scopo di incentivare i lavori di riqualificazione dei prospetti e quindi di migliorare il decoro dei centri abitati.

Attendiamo maggiori dettagli e la pubblicazione della guida dell’Agenzia delle Entrate che spiegherà nel dettaglio i requisiti per poter usufruire della detrazione (modalità di pagamento, limite di spesa agevolabile, ecc.).

Inoltre, la manovra 2020 prevede la proroga per le detrazioni fiscali (da suddividere in 10 quote annuali) per gli interventi di:

  • ristrutturazione edilizia al 50%, utilizzabile fino al 31 dicembre 2020;
  • bonus energetico al 50% o 65% per l’installazione di pannelli solari, di impianti dotati di caldaie a condensazione almeno in classe A con sistemi di termoregolazione evoluti, di micro-cogeneratori, di dispositivi per il controllo da remoto degli impianti;
  • acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica elevata finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione;
  • verde di balconi, terrazzi e giardini.

 

geom. Cafarella Lorenzo

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Ristrutturazione e Manutenzione edile: Quale impresa e preventivo scegliere?

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Quando si decide di ristrutturare casa o di iniziare i lavori di manutenzione ordinaria o straordinaria dei propri immobili, una delle scelte più importanti è quella di incaricare l’impresa più idonea all’esecuzione dei lavori.

Una delle prime cose che si fa è quella di chiedere ad amici e conoscenti quale sia, secondo la loro personale esperienza, l’impresa più accreditata e rinomata del momento alla quale affidarsi in fiducia. Questa prassi non è del tutto sbagliata ma non consente di avere un preventivo finale con il miglior rapporto qualità/prezzo.

Scegli un’impresa in regola, per la tua tranquillità!

Quando si affida ad una ditta l’incarico di eseguire dei lavori, questa è tenuta alla consegna al committente una serie di documenti attestanti il rispetto delle disposizioni legislative che regolano il settore dell’edilizia.
Essi sono garanzia non solo della rispondenza alle norme in materia contributiva e a quelle relative alla sicurezza dei lavoratori ma anche dell’idoneità tecnico – professionale della ditta.

Richiedi più preventivi!

Questo documento riporta i costi finali previsti per un lavoro. I contenuti principali dei preventivi edili sono:

  • un elenco molto dettagliato delle fasi lavorative che verranno effettuate;
  • i materiali utilizzati e il loro costo;
  • il costo della manodopera.

Per offrire stime molto dettagliate e realistiche alcune imprese si affidano a tecnici di fiducia e se necessario effettuano dei sopralluoghi e altre verifiche prima di fornirne un loro parere. In questi casi già nella lettura di un preventivo potrai apprezzare la preparazione tecnica e l’esperienza del fornitore del servizio, elementi essenziali per avere un risultato perfetto.

Inoltre il vantaggio di avere più preventivi non è solo quello che riguarda l’aspetto economico ma si avrà la possibilità di confrontare la qualità dei materiali impiegati e i servizi che l’impresa offre.

E’ un errore scegliere un preventivo solo perchè risulta il più economico!

Molto spesso le offerte troppo economiche rispetto ad altre nascondono spiacevoli sorprese (lavori extra, utilizzo di materiali scadenti, imprevisti vari, ecc.)  che puntualmente si presenteranno, a caro prezzo, in fase di esecuzione dei lavori.

Affidati prima ad un tecnico!

Per ottenere un preventivo edile bisogna essere sicuri di quello che si desidera cambiare nella propria casa: un cambiamento strutturale influenza non solo il suo aspetto ma anche la sua vivibilità. Inoltre, avere già un progetto tra le mani o le idee chiare comporta un gran vantaggio. L’impresa sarà più precisa nel fornirti informazioni e saprà consigliarti nel caso ci siano dei dubbi o delle domande. Un’impresa edile che capisce le tue esigenze ti consegnerà un risultato soddisfacente, quello che hai sempre sognato per la tua casa. È anche importante avere un’idea sui tipi di materiali che si vogliono utilizzare, dal momento che questi influiscono molto sul prezzo finale. Per questo bisogna ottenere diversi preventivi edili e confrontarli tra di loro.

Per un preventivo e per maggiori informazioni contattami per email a info@studiocafarella.com oppure via telefono al +39 339.20.82.489.

La sede dello studio è a Lipari ma svolgo la professione anche nelle altre isole dell’arcipelago eoliano e nella provincia di Messina.

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Comunicazione A.S.P. per detrazioni fiscali.

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Per usufruire del bonus ristrutturazioni che prevede una detrazione Irpef del 50% per un tetto massimo di spesa di 96mila, prima dell’inizio dei lavori di ristrutturazione, deve essere inviata all’Azienda Sanitaria Provinciale competente per il territorio una comunicazione (con raccomandata A.R. o altre modalità stabilite dalla Regione) con le seguenti informazioni:

CONTENUTO DELLA NOTIFICA PRELIMINARE di cui all’articolo 99 del D.Lgs 81/2008 
1. Data della comunicazione.
2. Indirizzo del cantiere.
3. Committente (i) (nome (i), cognome (i), codice fiscale e indirizzo (i)).
4. Natura dell’opera.
5. Responsabile (i) dei lavori (nome (i), cognome (i), codice fiscale e indirizzo (i)).
6. Coordinatore (i) per quanto riguarda la sicurezza e la salute durante la progettazione dell’opera (nome (i),
cognome (i), codice fiscale e indirizzo (i)).
7. Coordinatore (i) per quanto riguarda la sicurezza e la salute durante la realizzazione dell’opera (nome (i),
cognome (i), codice fiscale e indirizzo (i)).
8. Data presunta d’inizio dei lavori in cantiere.
9. Durata presunta dei lavori in cantiere.
10. Numero massimo presunto dei lavoratori sul cantiere.
11. Numero previsto di imprese e di lavoratori autonomi sul cantiere.
12. Identificazione, codice fiscale o partita IVA, delle imprese già selezionate.
13. Ammontare complessivo presunto dei lavori (€).

La Notifica Preliminare non è necessaria nel caso in cui il decreto legislativo 81/2008 (Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro) relativo alle condizioni di sicurezza sui cantieri non prevede l’obbligo della comunicazione alla competente A.S.P., ad esempio per lavori che non superano l’entità di 200 uomini/giorno e comunque in presenza di un’unica impresa in cantiere.

In presenza di almeno due imprese, anche non contemporanea, è sempre necessario l’invio della notifica preliminare.

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IL RECUPERO EDILIZIO: VADEMECUM ALLA DETRAZIONE FISCALE PER INTERVENTI SUL PATRIMONIO ESISTENTE

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SINGOLE UNITÀ ABITATIVE – L’AGENZIA DELLE ENTRATE INFORMA.

In cosa consiste l’agevolazione fiscale?

Gli interventi di recupero del patrimonio edilizio beneficiano di importanti agevolazioni fiscali, sia quando si effettuano sulle singole unità abitative sia quando riguardano lavori su parti comuni di edifici condominiali. La più conosciuta tra queste agevolazioni è sicuramente quella disciplinata dall’articolo16-bis del Dpr 917/86 (Testo unico delle imposte sui redditi), che consiste in una detrazione dall’Irpef del 36% delle spese sostenute, fino a un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 48.000 euro per unità immobiliare. Per le spese effettuate nel periodo compreso tra il 26 giugno 2012 e il 30 giugno 2013, il decreto legge n. 83/2012 ha elevato al 50% la percentuale di detrazione e a 96.000 euro l’importo massimo di spesa ammessa al beneficio. Questi maggiori importi sono poi stati prorogati più volte da provvedimenti successivi. Da ultimo, la legge di bilancio 2018 (legge n. 205 del 27 dicembre 2017) ha rinviato al 31 dicembre 2018 la possibilità di usufruire della maggiore detrazione Irpef (50%) e del limite massimo di spesa di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare. Salvo che non intervenga una nuova proroga, dal 1° gennaio 2019 la detrazione tornerà alla misura ordinaria del 36% e con il limite di 48.000 euro. L’Agenzia delle Entrate con la Circolare 27 aprile 2018, n. 7/E avente ad oggetto “Guida alla dichiarazione dei redditi delle persone fisiche relativa all’anno d’imposta 2017: spese che danno diritto a deduzioni dal reddito, a detrazioni d’imposta, crediti d’imposta e altri elementi rilevanti per la compilazione della dichiarazione e per l’apposizione del visto di conformità” ha predisposto un vero e proprio vademecum su detrazioni, deduzioni, crediti d’imposta, ritenute, documenti da presentare e conservare con la dichiarazione dei redditi con lo scopo di guidare cittadini, intermediari e uffici nell’adempimento fiscale più importante dell’anno.  Un interessante paragrafo della circolare è dedicato alle Spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio (Righi E41/E53, quadro E, sez. IIIA e IIIB) dove, tra l’altro è precisato che in caso di lavori condominiali, i limiti di spesa massimi previsti per il Sismabonus (96.000 euro) e per l’Ecobonus (40.000 euro) operano per ciascuna unità immobiliare di cui si compone l’edificio e, autonomamente, per ognuna delle relative pertinenze.

In cosa consiste l’agevolazione fiscale in termini di detrazione percentuale quando gli interventi riguardano singole unità abitative e chi ne può usufruire?

Per i lavori effettuati sulle singole unità abitative è possibile usufruire delle seguenti detrazioni:

–          50% delle spese sostenute (bonifici effettuati) dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2018, con un limite massimo di spesa di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare

–          36%, con il limite massimo di spesa di 48.000 euro per unità immobiliare, delle somme che saranno pagate dal 1° gennaio 2019.

L’agevolazione può essere richiesta per le spese sostenute nell’anno, secondo il criterio di cassa, e va suddivisa fra tutti i contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l’immobile sul quale sono effettuati gli interventi. La detrazione è restituita mediante una ripartizione in dieci rate con cadenza annuale di pari importo. Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), residenti o meno nel territorio dello Stato. L’agevolazione spetta non soltanto ai proprietari degli immobili ma anche ai titolari di diritti reali/personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese:

–          proprietari o nudi proprietari

–          titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie)

–          locatari o comodatari

–          soci di cooperative divise e indivise

–          imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce

–          soggetti indicati nell’articolo 5 del Tuir, che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.

Può richiedere la detrazione anche chi esegue in proprio i lavori sull’immobile, limitatamente alle spese di acquisto dei materiali utilizzati. Dal 2018, infine, le detrazioni per interventi di ristrutturazione edilizia (compresi quelli per l’adozione di misure antisismiche) possono essere usufruite anche:

–          dagli Istituti autonomi per le case popolari, comunque denominati

–          dagli enti che hanno le stesse finalità sociali dei predetti istituti; questi enti devono essere stati costituiti, e già operanti alla data del 31 dicembre 2013, nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di “in house providing”.

Le detrazioni spettano per gli interventi realizzati su immobili di loro proprietà, o gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica

Quali sono gli interventi suscettibili di tale detrazione?

I lavori sulle singole unità immobiliari per i quali spetta l’agevolazione fiscale sono i seguenti:

A) Interventi elencati alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia):

–          manutenzione straordinaria

–          restauro e risanamento conservativo

–          ristrutturazione edilizia

Gli interventi devono essere effettuati su immobili residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze. Ecco di seguito una breve descrizione:

MANUTENZIONE STRAORDINARIA

Sono considerati interventi di manutenzione straordinaria le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici e per realizzare ed integrare i servizi igienico/sanitari e tecnologici, sempre che non vadano a modificare la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti delle destinazioni d’uso.

Rientrano tra gli interventi di manutenzione straordinaria anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere, anche se comportano la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico, a condizione che non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso.

Esempi di manutenzione straordinaria:

–          installazione di ascensori e scale di sicurezza

–          realizzazione e miglioramento dei servizi igienici

–          sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande e con modifica di materiale o tipologia di infisso

–          rifacimento di scale e rampe

–          interventi finalizzati al risparmio energetico

–          recinzione dell’area privata

–          costruzione di scale interne

RESTAURO E RISANAMENTO CONSERVATIVO

Sono compresi in questa tipologia gli interventi finalizzati a conservare l’immobile e assicurarne la funzionalità per mezzo di un insieme di opere che, rispettandone gli elementi tipologici, formali e strutturali, ne consentono destinazioni d’uso con esso compatibili.

Esempi di interventi di restauro e risanamento conservativo:

·         interventi mirati all’eliminazione e alla prevenzione di situazioni di degrado

·         adeguamento delle altezze dei solai nel rispetto delle volumetrie esistenti

·         apertura di finestre per esigenze di aerazione dei locali.

RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA

Tra gli interventi di ristrutturazione edilizia sono compresi quelli rivolti a trasformare un fabbricato mediante un insieme di opere che possono portare a un fabbricato del tutto o in parte diverso dal precedente.

Esempi di ristrutturazione edilizia:

·         demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria dell’immobile preesistente

·         modifica della facciata

·         realizzazione di una mansarda o di un balcone

·         trasformazione della soffitta in mansarda o del balcone in veranda

·         apertura di nuove porte e finestre

·         costruzione dei servizi igienici in ampliamento delle superfici e dei volumi esistenti.

Riguardo agli interventi di ristrutturazione edilizia ammessi al beneficio della detrazione fiscale, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito, tra l’altro, che:

–          per la demolizione e ricostruzione con ampliamento, la detrazione non spetta in quanto l’intervento si considera, nel suo complesso, una “nuova costruzione”

–          se la ristrutturazione avviene senza demolire l’edificio esistente e con ampliamento dello stesso, la detrazione spetta solo per le spese riguardanti la parte esistente in quanto l’ampliamento configura, comunque, una “nuova costruzione”.

Questi stessi criteri si applicano anche agli interventi di ampliamento previsti in attuazione del cosiddetto Piano Casa (Ris. Agenzia delle Entrate n. 4/E del 2011).

A) Interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, anche se detti lavori non rientrano nelle categorie indicate nella precedente lettera A, e a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza.

B) I lavori finalizzati:

–          all’eliminazione delle barriere architettoniche, aventi a oggetto ascensori e montacarichi (per esempio, la realizzazione di un elevatore esterno all’abitazione)

–          alla realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia idoneo a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone con disabilità gravi, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge n. 104/1992.

La detrazione compete unicamente per le spese sostenute per realizzare interventi sugli immobili, mentre non spetta per le spese sostenute in relazione al semplice acquisto di strumenti, anche se diretti a favorire la comunicazione e la mobilità interna ed esterna.

Pertanto, a titolo di esempio, non rientrano nell’agevolazione i telefoni a viva voce, gli schermi a tocco, i computer, le tastiere espanse. Tali beni, tuttavia, sono inquadrabili nella categoria dei sussidi tecnici e informatici per i quali, a determinate condizioni, è prevista la detrazione Irpef del 19%.

C) Interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi.

Per “atti illeciti” si intendono quelli penalmente illeciti (per esempio, furto, aggressione, sequestro di persona e ogni altro reato la cui realizzazione comporti la lesione di diritti giuridicamente protetti).

In questi casi, la detrazione è applicabile unicamente alle spese sostenute per realizzare interventi sugli immobili. Non rientra nell’agevolazione, per esempio, il contratto stipulato con un istituto di vigilanza.

A titolo esemplificativo, rientrano tra queste misure:

–          rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie degli edifici

–          apposizione di grate sulle finestre o loro sostituzione

–          porte blindate o rinforzate

–          apposizione o sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci, spioncini

–          installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti

–          apposizione di saracinesche

–          tapparelle metalliche con bloccaggi

–          vetri antisfondamento

–          casseforti a muro

–          fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati

–          apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e relative centraline.

D) Gli interventi finalizzati alla cablatura degli edifici e al contenimento dell’inquinamento acustico.

E) Gli interventi effettuati per il conseguimento di risparmi energetici, con particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia.

Rientra tra i lavori agevolabili, per esempio, l’installazione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica, in quanto basato sull’impiego della fonte solare e, quindi, sull’impiego di fonti rinnovabili di energia (risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 22/E del 2 aprile 2013).

Per usufruire della detrazione è comunque necessario che l’impianto sia installato per far fronte ai bisogni energetici dell’abitazione (cioè per usi domestici, di illuminazione, alimentazione di apparecchi elettrici, eccetera) e, quindi, che lo stesso sia posto direttamente al servizio dell’abitazione.

Questi interventi possono essere realizzati anche in assenza di opere edilizie propriamente dette, acquisendo idonea documentazione attestante il conseguimento di risparmi energetici in applicazione della normativa vigente in materia.

A) Gli interventi per l’adozione di misure antisismiche, con particolare riguardo all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica.

Tali opere devono essere realizzate sulle parti strutturali degli edifici o complessi di edifici collegati strutturalmente e comprendere interi edifici. Se riguardano i centri storici, devono essere eseguiti sulla base di progetti unitari e non su singole unità immobiliari. Sono agevolate, inoltre, le spese necessarie per la redazione della documentazione obbligatoria idonea a comprovare la sicurezza statica del patrimonio edilizio, nonché per la realizzazione degli interventi necessari al rilascio della suddetta documentazione.

attenzione!

Riguardo alle spese sostenute per interventi di adozione di misure antisismiche, sono previste detrazioni più elevate, che possono arrivare fino all’85% ed essere usufruite fino al 31 dicembre 2021

A) Gli interventi di bonifica dall’amianto e di esecuzione di opere volte a evitare gli infortuni domestici.

Con riferimento alla sicurezza domestica, non dà diritto alla detrazione il semplice acquisto, anche a fini sostitutivi, di apparecchiature o elettrodomestici dotati di meccanismi di sicurezza, in quanto tale fattispecie non integra un intervento sugli immobili (per esempio, non spetta alcuna detrazione per l’acquisto di una cucina a spegnimento automatico che sostituisca una tradizionale cucina a gas).

L’agevolazione compete, invece, anche per la semplice riparazione di impianti insicuri realizzati su immobili (per esempio, la sostituzione del tubo del gas o la riparazione di una presa malfunzionante).

Tra le opere agevolabili rientrano:

–          l’installazione di apparecchi di rilevazione di presenza di gas inerti

–          il montaggio di vetri anti-infortunio

–          l’installazione del corrimano.

Ci sono altre spese contemplate nell’agevolazione fiscale?

Oltre alle spese necessarie per l’esecuzione dei lavori, è possibile portare in detrazione anche:

·         le spese per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse

·         le spese per prestazioni professionali comunque richieste dal tipo di intervento

·         le spese per la messa in regola degli edifici ai sensi del Dm 37/2008 – ex legge

·         46/90 (impianti elettrici) e delle norme Unicig per gli impianti a metano (legge 1083/71)

·         le spese per l’acquisto dei materiali

·         il compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti

·         le spese per l’effettuazione di perizie e sopralluoghi

·         l’imposta sul valore aggiunto, l’imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni,

·         le autorizzazioni e le comunicazioni di inizio lavori

·         gli oneri di urbanizzazione

·         gli altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione dei lavori e agli adempimenti stabiliti dal regolamento di attuazione degli interventi agevolati (decreto n. 41 del 18 febbraio 1998).

In cosa consistono le agevolazioni denominate sismabonus ed l’ecobonus?

Tra le varie agevolazioni, vengono approfonditi anche i bonus fiscali relativi agli interventi antisismici eseguiti sugli edifici ubicati nelle zone ad alta pericolosità sismica (cd. Sismabonus, in vigore sino al 31 dicembre 2021) e quelli spettanti per interventi di riqualificazione energetica di fabbricati esistenti (cd. Ecobonus, in vigore sino al prossimo 31 dicembre 2018 per i lavori riguardanti le singole unità immobiliari e, sino al 31 dicembre 2021, per quelli realizzati sulle parti comuni condominiali). Riguardo al Sismabonus la Circolare n. 7/E fornisce alcuni chiarimenti aggiuntivi rispetto a quanto sino ad oggi precisato sul tema dalla medesima Agenzia delle Entrate anche con la Risoluzione n. 34/E che ha ammesso il Sismabonus anche in caso di interventi di demolizione e ricostruzione di fabbricati esistenti, a condizione che venga mantenuta la volumetria originaria.

In particolare, riguardo all’ammontare massimo di spesa agevolata pari a 96.000 euro, viene chiarito che lo stesso opera:

–  come limite unico, in caso di realizzazione, sullo stesso edificio, di interventi di natura diversa, quali, ad esempio, interventi antisismici e di manutenzione straordinaria. A parere dell’Agenzia, infatti, gli interventi antisismici ricadenti nel Sismabonus non possono fruire di un autonomo limite di spesa rispetto a quelli più generali di recupero edilizio, visto che non costituiscono una nuova categoria di interventi agevolabili;

– come limite autonomo, riferito ad ogni singola unità immobiliare ed a ciascuna delle relative pertinenze, in caso di interventi realizzati sulle parti comuni di un edificio condominiale. Così, ad esempio, nel caso in cui il fabbricato sia composto da 5 unità immobiliari e 3 pertinenze autonomamente accatastate, la detrazione andrà calcolata su un importo massimo di spesa pari a 768.000 euro (96.000 euro x 8 unità), da attribuire ai vari condòmini in base ai millesimi di proprietà, o sulla base dei diversi criteri stabiliti dall’assemblea.

Ulteriori precisazioni vengono fornite anche sulla cessione del credito d’imposta, ammessa per i singoli condòmini in caso di interventi realizzati sulle parti comuni, che danno diritto alla detrazione nelle percentuali più alte del 75% o dell’85%, a seconda se, dall’intervento realizzato, si ottenga il passaggio, rispettivamente, ad una o a due classi di rischio inferiore con la precisazione che la possibilità di cedere il credito riguarda tutti i condòmini, potenziali beneficiari della detrazione, compresi coloro che, in concreto, non potrebbero fruirne in quanto non tenuti al versamento dell’imposta.

Per quanto riguarda l’Ecobonus, ossia la detrazione spettante per interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti, la Circolare n. 7/E, nell’effettuare un excursus sulla complessiva operatività dello stesso, fornisce anche alcuni nuovi chiarimenti, prevalentemente in tema di calcolo dell’ammontare di spesa massima agevolata in caso di lavori condominiali e sulla possibilità di cedere a terzi la corrispondente detrazione sotto forma di credito d’imposta. In particolare, per ciò quanto riguarda gli interventi condominiali, per i quali la detrazione spetta, sino al 31 dicembre 2021 ed in base ad una percentuale più elevata (pari al 70% o al 75%, a seconda del tipo di intervento energetico realizzato), viene precisato che il limite dei 40.000 euro, previsto dalla norma come tetto massimo di spesa agevolata, deve riferirsi autonomamente a ciascuna unità immobiliare di cui si compone il fabbricato e ad ognuna delle pertinenze. Riprendendo l’esempio riportato nella Circolare stessa, nel caso in cui l’edificio sia composto da 5 unità immobiliari e 3 pertinenze autonomamente accatastate (es. box, cantina, soffitta), la detrazione è calcolata su un importo massimo di spesa di 320.000 euro (40.000 euro x 8 unità), da attribuire ai condomini in base ai millesimi di proprietà. Infine, tra le novità, viene precisato anche per l’Ecobonus che l’eventuale cessione del credito d’imposta deve riguardare l’intera detrazione spettante e non le eventuali rate residue di detrazione non utilizzata.

                                                                                                                                          Ing. Nicoletta Brillante

Fonte: IngenioWeb

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